Claudio Cotugno

La Casa Passiva ai tempi del Coronavirus

L’esperienza del Covid-19 ci ha costretto a un’esperienza nuova: una permanenza forzata all’interno della nostra casa.

E cosa scopriamo?

Ci accorgiamo di quanto sia importante una casa ben fatta, ma poi c’è dell’altro. Nei giorni in cui siamo rimasti chiusi in casa, ci siamo accorti di tutti i difetti e le mancanze.

Fino a poche settimane fa eravamo abituati a vivere la nostra casa solo per poche ore al giorno. Nei giorni di lavoro, la casa era un albergo: arriviamo la sera, dormiamo e ripartiamo al mattino.

Nel periodo di soggiorno obbligato, abbiamo scoperto molto di più sulle nostre case. E vivendole appieno, abbiamo scovato gli aspetti negativi e le carenze che fino ad ora avevamo ignorato.

Le carenze della nostra casa

Quali sono le principali carenze e criticità? Eccole qui:

  • mancanza di spazi esterni. Durante il periodo di chiusura forzata, un bel terrazzo, un giardino, un balcone facevano la differenza.
  • mancanza di spazi sufficientemente ampi. La famiglia riunita è bellissima, ma quando ci sovrapponiamo in piccoli spazi e litighiamo per la postazione al pc, tutto diventa meno piacevole.
  • scarso comfort termo-igrometrico. Se stiamo in casa e fa troppo caldo o troppo freddo, è una vera tortura. Anche l’umidità incontrollata è un grande problema, sia in estate che in inverno. 
  • aria viziata. Ai telegiornali e sui quotidiani lo dicevano tutti: è importante ricambiare l’aria più volte al giorno, aprendo le finestre mentre si soggiorna, per eliminare l’aria viziata e carica di CO2. Più facile a dirsi che a farsi.
  • ambienti bui. La scarsa illuminazione naturale, con finestre inadeguate, è deprimente e certo fa male al nostro benessere.
  • rumori dei vicini. Ad essere chiusi in casa erano anche i nostri vicini. È brutto sapere che sentono cosa facciamo ed è bruttissimo sentire cosa fanno loro. La mancanza di un buon isolamento acustico può essere snervante.

Un nuovo modo di vedere la casa dopo il Coronavirus

Questa esperienza lascerà il segno e noi lo vediamo già. La scoperta di questi difetti influenzerà le scelte di chi realizzerà o ristrutturerà una casa. 

In altre parole, la pandemia ha cambiato di colpo il nostro modo di concepire la casa.

Prima della pandemia, la casa era il luogo dove ritirarsi a dormire dopo una giornata di lavoro e di attività svolte all’esterno. 

Dopo la pandemia, la casa è un luogo di soggiorno dalle molteplici funzionalità, dove poterci rifugiare e sentire al sicuro, insieme alla nostra famiglia. Nella nostra casa possiamo lavorare (smart-working), fare tutte le nostre attività e raggiungere un altissimo grado di benessere.

Da adesso, tutti vorranno:

  • spazi più ampi, dove poter lavorare, far giocare e studiare i nostri figli 
  • ambienti più confortevoli, per vivere con piacevolezza la nostra casa
  • buona illuminazione naturale,
  • buona aerazione, per avere aria pura, sicurezza e tranquillità.

La soluzione definitiva: la Casa Passiva

Non è un segreto: questi obiettivi si possono raggiungere con la nostra Casa Passiva, uno standard che ti consente di raggiungere risultati elevatissimi. 

Proviamo ad analizzare nello specifico i problemi elencati qui sopra e confrontiamoli con quello che può offrire una casa passiva.

Le nuove esigenze delle nostre case

1. Un bel giardino

Ce ne siamo resi conto durante l’epidemia: una casa piccola è inadatta a creare comfort.

Lo spazio disponibile è il primo elemento da valutare, quando cerchi una casa, e non parliamo solo di spazio interno

Il giardino è molto importante: il verde, il cielo, la natura contribuiscono al tuo benessere. La necessità di avere un giardino privato ti permette di respirare all’aria aperta, in uno spazio che è solo tuo, lontano da tutti.

Non serve un campo da golf, certo. Però le dimensioni contano: un giardino deve avere spazi abbastanza ampi da essere vivibili a tutti gli effetti, in cui poter svolgere attività, come per esempio pranzare, fare attività fisica, leggere.

Il contatto visivo con la natura, così come le operazioni di giardinaggio e manutenzione del verde, portano equilibrio sia al corpo che alla mente e possono avere effetti terapeutici, generando sollievo e benessere psico-fisico.

2. Spazi ampi

Per stare bene serve spazio.

Te ne sei accorto durante l’epidemia: lo stretto contatto con gli altri membri della famiglia è difficile, e se non ci sono spazi neutri si creano conflitti.

Cosa serve? Spazio, ma ben organizzato, altrimenti è inutile.

Il coronavirus ha dato slancio al lavoro da casa, ma questa strada è percorribile solo se la tua casa ha spazi adeguati. Ecco perché è importante avere studi e corridoi attrezzati, da poter trasformare in postazioni per smart-working quando necessario.

3. Flessibilità e adattamento

Il coronavirus ci ha fatto capire un’altra cosa delle nostre vecchie case: sono immutabili.

Dovevi trasformare uno spazio?

Dovevi allestire una postazione di lavoro?

Avevi bisogno di un’altra cameretta per i bimbi?

Oggi la realtà cambia in continuazione, e le nostre case dovrebbero essere pronte a trasformarsi, adeguandosi alle nostre esigenze. 

Le nostre case Passive sono così, ma dovrebbe essere lo stesso per tutte le nuove case: flessibili e pensate per adattarsi.

4. Il comfort termico e igrometrico

La casa è quel luogo dove ci sentiamo protetti e stiamo bene.

Durante l’epidemia da coronavirus, tanti si sono accorti di quanto le loro case fossero troppo fredde, o troppo calde.

La giusta temperatura e umidità sono fondamentali per stare bene. 

Ecco cosa succede, nella maggior parte delle case:

  • quando le pareti sono troppo fredde, si formano muffe e condense, dannose per la salute. 
  • gli infissi sono scarsamente sigillati e poco isolanti, così si generano spifferi d’aria,
  • l’aria non riesce a circolare e diventa pesante dopo poche ore. Nelle stanze si addensano cinque volte gli inquinanti che si trovano negli ambienti esterni.

La soluzione la troviamo nello standard della Casa Passiva. Ecco cosa fa:

  • ha un altissimo isolamento termico. Un involucro ben coibentato dal punto di vista termico e realizzato con cura, oltre a contenere il calore al proprio interno, assicura una temperatura uniforme su tutte le diverse superfici delle stanze e l’assenza di fastidiosi spifferi, condizioni indispensabili per una elevata percezione del benessere.
  • ha un impianto di ventilazione controllata.

In questo modo, la temperatura è sempre corretta e le dispersioni energetiche degli edifici esistenti si riducono fino al 90% (-70% rispetto ad edifici nuovi costruiti rispettando i requisiti di legge), riducendo i consumi energetici a meno di 1€ al giorno (per una casa di 140 mq).

Monitoraggio della Casa Passiva di Anna e Silvio nella settimana più fredda della quarantena. In colore verde la temperatura interna che varia tra 21,5ºC e 23ºC a fronte di una temperatura esterna (colore blu) scesa fino a -0,7ºC. In colore viola lo stato dell'impianto di riscaldamento, in questi giorni sempre rimasto spento. In colore rosso il consumo della Pompa di Calore, pari a circa 2 kWh al giorno ovvero circa 0,45€, utilizzata solo per la produzione di acqua calda. Infine in colore giallo la produzione dell'impianto fotovoltaico, mediamente pari a 12 kWh al giorno.

5. Il ricambio dell’aria

Da sempre sappiamo che il comfort e la salubrità delle nostre case dipendono dalla qualità dell’aria degli ambienti indoor.

Ce ne siamo accorti in questo periodo di quarantena, quando il soggiorno forzato dell’intera famiglia in spazi ristretti causava un rapido aumento della concentrazione di CO2 e di sostanze inquinanti. 

La famosa “aria viziata”.

Lo sanno in pochi, ma all’interno degli ambienti confinati l’aria può essere fino a 5 volte più inquinata rispetto a quella che respiriamo fuori.

In tutti gli edifici, un regolare ricambio d’aria è fondamentale.

La soluzione è semplice: basta aprire spesso le finestre

Però c’è un problema.

Quando apriamo le finestre in inverno, entra anche aria fredda. Questo incide in modo negativo sul comfort e sui consumi.

La soluzione migliore è data dalla ventilazione meccanica controllata (VMC): non sarà necessario aprire le finestre, poiché il sistema ricambierà in automatico l’aria all’interno dell’abitazione, tenendo sotto controllo la concentrazione di CO2 ed il tasso di umidità e garantendo la qualità dell’aria interna.

La ventilazione meccanica controllata non è un obbligo ma una valida soluzione per garantire la salubrità dell’aria all’interno delle nostre case, senza rinunciare al comfort ed al risparmio energetico.

Le Case Passive, per esempio, sono dotate di VMC. Il ricambio dell’aria avviene in modo continuo e senza perdite significative di calore, perché l’impianto preleva l’aria dall’esterno e la immette nei locali solo dopo averla pre-riscaldata. 

Questi impianti sono dotati di filtri per l’aria in ingresso, sono silenziosi e consumano pochissima energia. Consentono una ventilazione confortevole, a bassa velocità, senza correnti d’aria e senza immissione di aria fredda.

Filtro VMC dopo 6 mesi di funzionamento - Filtro VMC nuovo mai utilizzato

6. Una buonissima illuminazione naturale

Nella stragrande maggioranza delle abitazioni le aperture vetrate sono piccole e numerose. Come mai? Perché sono dimensionate per rispettare i rapporti aeroilluminanti minimi fissati dalla legge.

Cosa dice la legge?
Dice che la superficie vetrata di una stanza deve essere pari ad almeno 1/8 della superficie calpestabile utile della stanza stessa, per motivi di igiene e salubrità.

Il risultato non è esaltante.

Le case fatte in questo modo risultano buie e dispersive, con finestre scomode.

Se vuoi fare un buon lavoro, fai come prevede lo standard Passivhaus: le aperture vetrate vengono dimensionate in funzione del bilancio energetico dell’edificio, cercando di massimizzare gli apporti gratuiti del sole nella stagione invernale.
Il sole che entra dalle finestre è un’ottimo sistema per riscaldare le nostre case.

Ed è gratis.

Ecco perché dobbiamo farne entrare il più possibile.

Questo si traduce, per le nostre Case Passive progettate in Pianura Padana, in un rapporto aeroilluminante delle stanze che normalmente si attesta attorno al valore di 1/6, ovvero circa il 30% in più di superficie vetrata rispetto alla stragrande maggioranza delle abitazioni.

Ecco perché conviene fare grandi vetrate in soggiorno, che permettono di godere in ogni stagione di abbondante luce naturale e di un ampio affaccio sugli spazi esterni.

Ovviamente le finestre devono essere ben orientate:

  • benissimo le aperture verso Sud.
  • Est e Ovest sono una seconda scelta.
  • Le aperture verso Nord vanno ridotte al minimo.

Ricordi l’importanza dell’orientamento per una Casa Passiva?

Soggiorno cucina di una casa passiva a Mantova

7. Un ottimo isolamento acustico

Il problema dello scarso isolamento acustico è un tema di primaria importanza, e non solo per chi vive in condominio. 

Durante il periodo di quarantena magari hai dovuto convivere con rumori fastidiosi provenienti dai vicini di casa? Non sei il solo.

Anche chi vive in alloggi indipendenti può essere disturbato da rumori ambientali, come il traffico.

La soluzione? Un corretto isolamento acustico.
In questo modo potrai godere appieno della tua casa e di rilassarti all’interno di un ambiente tranquillo e riposante.

Cosa fanno le Case Passive? Utilizzano:

  • serramenti ad elevate prestazioni termo-acustiche, 
  • cassonetti termoisolanti, 
  • vetri tripli
  • materiali con elevata massa come la muratura armata di laterizio, 
  • elevati spessori di isolamento.

Un altro consiglio: la tenuta all’aria.
Le case Passive, per esempio, sono silenziose perché hanno un’elevatissima tenuta all’aria. Dove non passa l’aria, non passa il rumore.

La Casa Passiva: una soluzione per il nostro benessere

Abbiamo visto insieme quali sono i problemi ed i difetti che si possono riscontrare in una casa tradizionale.
Purtroppo, tanti di questi problemi li avrai sperimentati durante la quarantena.

Possiamo imparare tanto da questa esperienza.
Possiamo imparare tanto anche delle Case Passive, perché azzerano i problemi che abbiamo elencato.

Ti stai chiedendo quanto costa una casa passiva ?